
Giovedì 11 giugno, alle 22h30, su Rai Radio3 l’anteprima realizzata per FUTUROpresente del lavoro che sarà in scena nella prossima stagione, dal 3 novembre in Sala Mercato.
Mio padre è Sylvester Stallone debutta in prima nazionale il prossimo 24 luglio al Festival di Radicondoli: ideato dalla compagnia ADDA - drammaturgia di Leonardo Ceccanti, regia Matteo Ceccantini, interpretazione di Davide Niccolini – Tre giovani di Livorno, nati tra il 1998 e 1999 che hanno lavorato per tappe alla realizzazione dello spettacolo, a partire dal Premio Scenario 2025 di cui è stato finalista.
Davide Niccolini si è formato alla scuola di recitazione “Mariangela Melato” del TNG ed è stato tra gli attori de Il Lutto si addice ad Elettra (regia di Davide Livermore) e in Sputnik Sweetheart (regia di Francesco Biagetti).
In Mio padre è Sylvester Stallone è da solo in scena, in un racconto coinvolgente tra agonismo, cadute e rinascite. Riccardo nasce a Livorno, alla fine anni degli ’50. A sei anni incontra il padre, rinchiuso nel manicomio di Volterra, che gli urla «Tu non esisti!».
Riccardo cresce in un quartiere di periferia e a 14 anni scopre la lotta libera: vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. È settimo alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Le prossime Olimpiadi 1984, a Los Angeles, saranno sue. Ma, come in ogni storia, ad ogni ascesa corrisponde una caduta e un grave incidente d’auto interrompe il suo percorso glorioso. Non ha più nulla.
La sua rinascita saranno i tornei di braccio di ferro: vince e diventa forte e intoccabile, il campione, l’uomo d’acciaio, il “più forte d’Italia”. Talmente famoso da andare a Las Vegas per girare Over the Top con Sylvester Stallone, ma la scena è tagliata dal montaggio. Torna a Livorno, apre una palestra - la Popeye - mette su famiglia e sogna di trasmettere quella passione a suo figlio Davide, che oggi fa l’attore…
«Se fosse un film si direbbe “tratto da una storia vera”. Una vita "piccola" come tante che, a tratti, sembra un racconto epico. Quante vite incredibili esistono? Quante possibilità di rinascita ? E poi, il rapporto padre-figlio: una parabola di discese e risalite tra picchi di ammirazione e il piombare giù, trascinati dal peso della realtà. Tracce semplici e gloriose di un’esistenza che un figlio non sempre è in grado di capire. E va bene così…».
Dopo la prima nazionale del 24 luglio, al Festival di Radicondoli, lo spettacolo sarà tra settembre e novembre a Bologna, Livorno, Milano e Genova (Sala Mercato, 3 < 8 novembre)
FUTUROpresente nasce quattro anni fa, ideato da Laura Palmieri e Antonio Audino, nell’ambito del Teatro di Rai Radio3, oggi a cura di Monica D’Onofrio e Lorenzo Pavolini.
Il Teatro Nazionale di Genova mantiene una linea di continuità con la rassegna che Rai Radio3 dedica alla scrittura per la scena delle giovani generazioni che restituisce una mappa della proposta della drammaturgia under35, tra premi e istituzioni teatrali. Nell’edizione 2025, un anno fa, FUTUROpresente 3 aveva ospitato La Traiettoria calante di e con Pietro Giannini.