Riccardo nasce a Livorno, fine anni Cinquanta. A sei anni incontra il padre, rinchiuso in manicomio, che non lo riconosce e delirando gli urla «Tu non esisti!». Riccardo cresce povero in un quartiere popolare. Salta la scuola, passa il suo tempo per strada tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera, la sua vocazione. Riccardo può esistere e sfidare la maledizione paterna. Trova un secondo padre, il suo allenatore. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. A soli 22 anni arriva settimo alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Pensa che poteva fare meglio ma le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 saranno sue. Riccardo è uno degli atleti più attesi. Ma come in ogni storia, ad ogni ascesa corrisponde una caduta. Un grave incidente in auto e Riccardo cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Inadatto alla vita.
La rinascita è il braccio di ferro. Vince tornei, diventa l’uomo più forte d’Italia e viene intervistato da giornali e tv nazionali. Vola a Las Vegas per girare Over the Top insieme a Sylvester Stallone ma la sua scena viene tagliata dal montaggio finale. Un altro tentativo di esistenza smarrito nel tempo. Allora apre una palestra, mette su famiglia e oggi, nonostante tutto, la lotta fa ancora parte della sua vita.
Allena suo figlio Davide che in realtà vuole fare l’attore. Davide conosce a memoria la storia di suo padre, sa raccontarla in ogni modo e oggi ha deciso di metterla in scena. Questa storia non è un film. Se lo fosse sarebbe «tratto da una storia vera». Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna, in un racconto che oscilla tra l’ammirazione e la messa in discussione di una figura che sembra intoccabile…
Tratto dalla storia vera di Riccardo Niccolini
Produzione
Pilar Ternera e Teatro Nazionale di Genova
con il sostegno di AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali
Drammaturgia
Leonardo Ceccanti
Regia e luci
Matteo Ceccantini
Interprete
Davide Niccolini
Oggetti di scena
Lorenzo Covello