Un viaggio nelle profondità del jazz, che parte dalla culla di New Orleans e passa attraverso i ritmi primordiali, la spiritualità popolare e le contaminazioni con il blues. Al centro del live ci sono due concetti: il rito e la sua capacità di evolvere insieme all’essere umano, e la memoria sentita come presenza invisibile, come una radice che continua a crescere dentro di noi.
Il quartetto sul palco, capitanato dal fuoriclasse della tromba Alberto Mandarini, ha in scaletta brani storici come St. James Infirmary, Lonely Woman, Sweet Chariot riletti attraverso l’elettronica e le sonorità contemporanee, in un dialogo gustoso e “spericolato” fra tradizione e presente.
Alberto Mandarini tromba
Riccardo Bianchi chitarra
Dino Cerruti contrabbasso
Rodolfo Cervetto batteria