«Emma è in scena, ma è Nina nel Gabbiano di Cechov. Kostja le parla, lei risponde, non sa dove mettere le mani, è Nina, non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri. Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà? Nina sta per cadere giù dal palco… o forse è Emma che sta scivolando via? Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto…».
È questo il clima che connota People, Places & Things, scritto dal drammaturgo inglese Duncan MacMillan nel 2016 e subito candidato al Laurence Olivier Award. Grande successo al National Theatre di Londra e poi nel mondo, questa storia è un gioco di teatro nel teatro, di identità multiple, di ricerca di sé. E arriva adesso in Italia, nella traduzione di Monica Capuani, con la regia di Pierfrancesco Favino e l’interpretazione di Anna Ferzetti, affiancata da un nutrito cast.
Scrive Favino: «Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra. A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare. In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura».
Franco Cordelli, recensendo il lavoro, ha scritto sul Corriere della Sera: «La regia di Favino sembra sprofondare in un testo che altro non chiede se non di mettere alla prova: che si fa quando tutto è maledettamente difficile, quando siamo disperati? La risposta di Favino è: ci si lascia andare, si sprofonda, per risalire alla superficie non vi è altro modo...».
Produzione
Gli Ipocriti Melina Balsamo e Teatro Stabile di Catania
Traduzione
Monica Capuani
Regia
Pierfrancesco Favino
Interpreti
Anna Ferzetti
con Betti Pedrazzi, Thomas Trabacchi, Totò Onnis
e con Luca Massaro, Maria Giulia Toscano, Giorgio Stefani, Sofia Capo, Gabriele Badaglialacqua, Marta Virginia Morgavi
Scena
Luigi Ferrigno
Costumi
Roberto Chiocchi
Luci
Bianca Peruzzi
Maestro di voce
Susan Main
Aiuto regia
Luca Bargagna
Movimenti scenici
Marco Angelilli