Quello del regista Antimo Casertano è un viaggio nel tempo e nella concretissima realtà dell’ex Ilva, conosciuto anche come Italsider di Bagnoli, a Napoli. Un viaggio tra memoria collettiva e identità operaia, tra lotte sindacali e deindustrializzazione, tra gap generazionale e ferite sociali. Assieme al suo gruppo, Teatro Insania, il regista ha voluto riflettere sul valore del lavoro, sulla perdita di identità: ma quello che ne è scaturito è un vero atto d’amore verso le radici sociali del nostro paese.
Presentando lo spettacolo, Casertano scrive: «Mare di ruggine è la storia di un padre raccontata al figlio, una storia familiare lunga cinque generazioni, che si muove in parallelo con la storia dello stabilimento Italsider di Bagnoli. È il racconto dell’unica possibilità, l’unica alternativa che la fabbrica ha rappresentato per la mia famiglia in particolare e per tante, tantissime altre famiglie, a Napoli come a Genova, a Taranto o a Piombino. È il racconto del diritto al lavoro e di come esso rappresenti l’unica certezza di esistenza nella stessa società. Un racconto che non può non tenere conto del quadro politico, sociale ed economico del nostro paese. Ma è anche la volontà di raccontare della identità operaia, della voglia di sentirsi orgogliosamente parte di quella classe, delle lotte e delle conquiste e soprattutto della sua fine.
Mare di ruggine è una favola – anche se favola non è – contro l’abbandono perpetuo, è la voglia di riappropriarsi del bene comune, la lotta contro la privatizzazione e lo sciacallaggio. Immagine, purtroppo, di un incubo ancora presente. Ma è anche una indagine sulla vita e sulla morte, amore e odio, promesse e compromessi, soprusi e tentativo di riscatto sociale… In definitiva, è l’impegno morale di fare luce sulla vicenda dell’Italsider, che da tanti, troppi anni giace dimenticata».
Produzione
Compagnia Teatro Insania
Regia
Antimo Casertamo
Interpreti
Daniela Ioia, Francesca De Nicolais, Luigi Credendino, Antimo Casertano
Scenografie
Flaviano Barbarisi
Costumi
Pina Sorrentino
Musiche originali
Paky Di Maio
Disegno luci
Paco Summonte