È il 1919 e Parigi festeggia il primo anniversario dell’armistizio, che segnò la fine della prima guerra mondiale. Il giovane Paul Renard, reduce di guerra, è in crisi per aver ucciso un soldato tedesco, Walter Holderlin, suo coetaneo e, come lui, musicista (entrambi, prima del conflitto avevano studiato al conservatorio di Parigi). A Notre-Dame, dopo aver assistito alla messa per celebrare la vittoria, Paul chiede di essere ascoltato e confessato. Svela di aver trovato nel corpo esanime di Holderlin alcuni spartiti musicali e una lettera indirizzata alla fidanzata, e di volersi recare all’indirizzo scritto sulla busta.
Compie così un pellegrinaggio nella città tedesca dove viveva l’uomo che ha ucciso, per confessare la sua colpa alla famiglia e chiedere perdono. Ma quando si trova faccia a faccia con gli anziani genitori e con la fidanzata Elsa, non ne ha il coraggio e mente, dichiarando di aver conosciuto Walter al Conservatorio e di essergli stato amico. Così, sebbene fosse francese, Paul viene accolto come un figlio. Passano i giorni e Elsa si innamora di lui, la signora Holderlin lo ringrazia per averle ridato il sorriso dopo il terribile lutto, mentre il signor Holderlin, per difenderlo, si scontra apertamente con l’ottusità del nazionalismo tedesco degli altri cittadini.
In Paul cresce però un profondo senso di colpa, e decide di tornare in Francia. Si incontra con Elsa per dirle addio, ma le confessa tutto: sentita la verità, la ragazza reagisce allo choc convincendolo a restare, prendendo il posto del ragazzo morto. Paul accetta, suonando la musica trovata negli spartiti di Walter, una ninnananna spezzata. Proprio Broken lullaby è il titolo originale del film di Ernst Lubich del 1932, la cui sceneggiatura si basa sull’opera teatrale del 1939, L’homme que j’ai tué di Maurice Rostand, che per la prima volta arriva sulle scene italiane con la regia, raffinata e consapevole, di Massimiliano Civica.
Produzione
Teatro Metastasio di Prato, TPE - Teatro Piemonte Europa
Interpreti
Maria Vittoria Argenti, Monica Demuru, Luigi Fedele, Francesco Rotelli, Marcello Sambati, Paola Tintinelli
Collaborazione all’elaborazione del testo
Maria Vittoria Argenti
Scene
Loris Giancola
Costumi
Daniela Salernitano
Luci
Gianni Staropoli
Riproduzione in scena di un'opera di Annibale Carracci su concessione del MiC - Museo e Real Bosco di Capodimonte