Assiduo frequentatore della drammaturgia contemporanea, anche la più ostica – e volentieri si cita il recente Sarabanda di Ingmar Bergman, portato in scena con grandissimo successo – ma anche attento lettore del patrimonio tragico e classico, il regista Roberto Andò porta in scena un dittico decisamente insolito. Accosta infatti L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett a Press conference di Harold Pinter. Due giganti del Novecento che hanno segnato la storia del teatro, affiancati in una unica serata, svelando, nella diversità di stili, temi e tensioni comuni.
Il testo capolavoro assoluto di Beckett, scritto nel 1958, e il più recente Press conference, che Pinter ha dato alle stampe nel 2002, poco o nulla frequentato dalle scene italiane: è questo, dunque, il duplice banco di prova per un attore straordinario come Renato Carpentieri. Scrive Andò presentando il progetto: «Si tratta di un dittico che indaga il rapporto fra parola, memoria e potere. Nel Krapp, vi è un “dialogo impossibile”: un uomo ascolta la propria voce registrata trent’anni prima e si confronta con il fantasma di sé stesso. Un Krapp “archivista del nulla”, sospeso tra ironia e struggimento, tra lucidità e disfatta. In ideale e inquietante contrappunto, Press conference sposta il conflitto dalla sfera privata a quella pubblica. Qui la parola non custodisce il passato, ma lo occulta: il portavoce governativo risponde ai giornalisti con frasi evasive e contraddittorie, evidenziando, attraverso l’ironia tagliente di Pinter, la manipolazione del linguaggio politico e il potere come dispositivo di controllo.
Se in Beckett la voce registrata scava nell’identità fino a rivelarne il vuoto, in Pinter la voce ufficiale costruisce un vuoto di senso per esercitare dominio. Due solitudini diverse, quella dell’uomo davanti al proprio tempo perduto e quella dell’uomo di potere davanti alla verità, compongono così un unico discorso teatrale sulla responsabilità della parola».
L’ultimo nastro di Krapp è rappresentato in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Curtis Brown Group Ltd.
Durata dello spettacolo: 60 minuti circa.
Produzione
Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival - Campania Teatro Festival
Traduzione Beckett
Carlo Fruttero
Traduzione Pinter
Alessandra Serra
Interpreti
Renato Carpentieri
Il bambino è Agostino Cossia
Scene e luci
Gianni Carluccio
Costumi
Daniela Cernigliaro
Suono
Hubert Westkemper
Aiuto regia
Luca Bargagna