Fausto Paravidino, regista e autore genovese, artista molto apprezzato in Europa, a proposito della sua nuova creazione, Il marabù, scrive: «Ecco il Marabù fresco fresco, appena nato, prova ad aggiungersi alla celebre lista di pennuti teatrali fatta di gabbiani, pellicani, anatre selvatiche, uccellini azzurri... uccelli. Anche in questo caso l'uccello del titolo non è il protagonista, però è un personaggio importante della fiaba. Il Marabù è un uccello sacro, in perenne collegamento con gli spiriti ed i morti. Il nostro, in più, è anche dispettoso.
La protagonista si chiama Cristina ed è cattiva. Non è esattamente una villain, una cattiva shakespeariana, come Iago, Riccardo III, Jason o Leatherface... insomma, quelle incarnazioni metafisiche del male. No, è una figlia del suo tempo.
Dostoevskij pensava che se oggi (cioè allora) qualcuno fosse vissuto seguendo alla lettera gli insegnamenti di Cristo sarebbe stato considerato un idiota. Aggiungiamo: e se invece qualcuno oggi (cioè adesso) vivesse seguendo alla lettera i dettami della società contemporanea sarebbe considerato una carogna. E questa è Cristina, una donna che non ci aggiunge del suo, si limita a tenersi saldamente dalla parte della ragione in un mondo dove sarebbe più educato avere torto. Ma la nostra è una fiaba, di sera in teatro si abbassano le luci e le cose si trasfigurano. Cristina è una carogna ma il Marabù è un uccello saprofago. Cristina fa due incontri magici che le cambiano la vita: una poverina che sì è un po' idiota dostoevskiana e un uccello gigante che le fa un dono magico. Lei fa di tutto per allontanare da lei questi due imprevisti, non ci riesce, la sua vita cambia e lei è costretta a trasformarsi e a vedere il mondo con occhi nuovi».
Produzione
Teatro Nazionale di Genova
Regia
Fausto Paravidino
Interpreti
Maddalena Crippa, Iris Fusetti, Federico Vanni, Daniele Natali, Federico Brugnone, Nicoletta Cifariello
Musiche
Enrico Melozzi