Dopo il grande successo del debutto genovese, torna in scena l’intenso Equus, testo di Peter Shaffer del 1973, meravigliosamente diretto da Carlo Sciaccaluga.
Scrive il regista presentando il lavoro: «Un cavallo è solo un cavallo? Oppure è il riflesso più profondo e insondabile della nostra natura selvaggia? Equus è un viaggio nel cuore oscuro del desiderio, un rito iniziatico che affonda nel mito e nella psicologia, un’opera che esplora il mistero dell’identità e il peso del conformismo sociale. Questo capolavoro della drammaturgia contemporanea racconta la storia di Alan Strang, un diciassettenne che ha compiuto un atto di violenza incomprensibile: ha accecato sei cavalli. Il compito di comprenderne il motivo spetta allo psichiatra Martin Dysart, uomo disilluso e imprigionato in un’esistenza monotona. Ma più Dysart scava nella mente del ragazzo, più emerge un universo di passione fisica e mistica, che lo mette di fronte alla propria crisi esistenziale e lo porta a interrogarsi sull’eterna lotta tra istinto e ragione, controllo e libertà. Nel 1973 Shaffer individuava nel consumismo e nell’intrattenimento di massa i grandi strumenti di repressione dell’individuo. Cinquant’anni dopo, come stiamo?
Il nostro Equus è un’esplorazione viscerale della lotta tra il desiderio e il controllo, tra l’istinto e la ragione. Le maschere equine, i corpi che evocano il galoppo, la scenografia che si fa spazio di sogno e incubo, in cui i confini tra realtà e delirio si assottigliano. Equus è un’opera che interroga il pubblico senza offrire risposte facili. È la storia di un giovane che si rifiuta di essere addomesticato. È un grido, un atto di ribellione. È l’essere umano che si ricorda di essere un meraviglioso animale».
Equus di Shaffer è stato presentato in accordo con la Concessionaria Antonia Brancati srl www.antoniabrancati.it.
Durata dello spettacolo: 2 ore e 45 minuti compreso intervallo.
Produzione
Teatro Nazionale di Genova
Versione italiana
Marco e Carlo Sciaccaluga
Regia
Carlo Sciaccaluga
Personaggi e interpreti
Martin Dysart, psicanalista Luca Lazzareschi
Alan Strang Pietro Giannini
Dora Strang, sua madre Pia Lanciotti
Frank Strang in via di definizione
Ester Salomon Camilla Semino Favro
Jill Mason Giulia Prevedello
Harry Dalton, un giovane cavaliere Michele De Paola
Scene e costumi
Anna Varaldo
Musiche
Andrea e Leonardo Nicolini
Movimenti coreografici
Claudia Monti
Luci
Aldo Mantovani
Regista assistente
Alice Ferranti