Presentando il nuovo allestimento di Dopo la prova, il regista e straordinario interprete Gabriele Lavia scrive: «Un palcoscenico vuoto. Un lungo tavolo per le “prove a tavolino”. Tante sedie attorno al tavolo in posizione non ordinata. Come se qualcuno si fosse seduto, poi alzato e poi andato via, lasciando il palcoscenico vuoto. Accanto al tavolo, sulla sinistra, tanti “mobili” ammassati, senza ordine e diversi oggetti che, si potrebbe pensare, serviranno per lo “spettacolo”. Tra di essi, un grande specchio; un pianoforte, una culla, un divano, un banco di scuola, un pallottoliere, un fantoccio di pezza di dimensione umana, un lettino da bambini, una vecchia fisarmonica e tanti carillons. Questo “ammasso” di mobili è ricoperto da un telo grigio.
A capotavola il regista, il maestro Vogler, è immobile, come imbalsamato, la testa appoggiata sul tavolo. E sul tavolo libri, quaderni, il copione, in thermos, tazze e bicchieri. Molto strano, un paio di mutandine femminili sono a terra. Tutto appare come una fotografia in bianco e nero. Dal nulla arriva Rakel, vestita di rosso, e dice: «Vuoi fare l’amore con me?». Così comincia Dopo la prova di Ingmar Bergman. La storia del fallimento umano di un uomo di grande successo che, senza saperlo, senza volerlo, ha trascinato altre vite nel suo fallimento…».
Dopo la prova è stato scritto da Bergman a sessantasei anni come film per la tv nel 1984. Nell’originale, il regista Vogler è alle prese con un altro emblematico testo scandinavo, Il sogno di Strindberg. E proprio tra sogno e realtà, tra incubi e ricordi, si dipana il dialogo, dolente e umanissimo tra i personaggi. Gabriele Lavia vi torna, per la seconda volta nella sua carriera, dopo averlo allestito al Teatro di Genova nel 2000, approfondendo ancora di più non solo il piano introspettivo, e forse autobiografico, ma anche riflettendo sul teatro, sulla vita vissuta in palcoscenico, sull’arte della recitazione.
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Music Theatre International, per conto della Ingmar Bergman Foundation.
Produzione
Compagnia Gabriele Lavia, Teatro Stabile di Catania
Regia
Gabriele Lavia
Interpreti
Gabriele Lavia, Federica Di Martino e con Eleonora Bernazza
Scene
Carmelo Giammello
Costumi
Andrea Viotti
Musiche
Andrea Nicolini
Suono
Riccardo Benassi