Festival dell’Eccellenza al Femminile XXII edizione
Le paure più ancestrali vanno ascoltate senza pregiudizi. Se ci dicessero che possiamo tutti essere infelici, osceni, criminali, che possiamo infuriarci barbaramente, nel più profondo angolo di coscienza sapremmo che è possibile. Se mettiamo una biglia all’apice di un piano inclinato, sappiamo già che cadrà giù, inesorabilmente. Come si arriva a un omicidio? Noi cerchiamo di risalire quel piano inclinato e trovare il seme “guasto” che l’ha causato.
Barbare furie dà voce e storia a delitti che hanno segnato la recente cronaca nera. La penna è quella di Maurizio De Giovanni, scrittore e sceneggiatore amatissimo anche per il suo Commissario Ricciardi. Dai suoi racconti di Nove volte per amore è stato fatto un lavoro di adattamento per la scena. Spiega l’autore: «Una ragione. C'è sempre una ragione. Sarebbe così rassicurante se fosse solo follia, o uno scoppio di rabbia. Sarebbe prevedibile, e anche prevenibile. E qualche volta è così, ma assai più raramente di quanto ci faccia comodo immaginare. La stragrande maggioranza delle volte c'è una ragione, dietro i delitti più atroci, dietro i gesti meno comprensibili, dietro la violenza più estrema. Si può trovare, la ragione. Si può riconoscere, riesumare, fare emergere. E quindi si può raccontare».
«Barbare furie – aggiunge la regista Mercedes Martini – è un affondo nella mente e nelle tensioni di quattro figure, che svelano cosa c’è prima, immediatamente prima del gesto omicida. Flussi di coscienza, voci, sguardi. Sono “innesti di delitto”. Sono una figlia, una moglie, una sorella e una madre. Rivivono e raccontano l’attimo del compimento, il fiorire malato di una promessa, come hanno vissuto la vigilia di tragedia. Ognuna lo fa nel suo spazio, una stanza, una cella, un luogo di solitudine. È l’azione che le trasforma, e che segna per sempre le loro vite».
Produzione
Teatro Nazionale di Genova
Adattamento e regia
Mercedes Martini
Interpreti
Elsa Bossi, Lisa Galantini, Annarita Vitolo e un'attrice in via di definizione
Scene
Paola Grandi
Luci
Aldo Mantovani