In un luogo indefinito, sepolto nel ventre di un sotterraneo spoglio, tre uomini si aggirano come spettri di un’umanità deragliata. Sono disoccupati in una società in cui il lavoro è l’unica cosa che conta: esclusi, espulsi dal meccanismo produttivo, dimenticati dal mondo. Un tempo, ricordano, quando avevano un posto in azienda, erano qualcuno; ora, senza lavoro, non sono più niente. Da qui parte Vautours (Avvoltoi) di Roberto Serpi, interpretato da Roberto Serpi, Federico Vanni e Ivan Zerbinati. Uno spettacolo teatrale feroce e tagliente sul valore identitario del lavoro e sul vuoto che si spalanca quando esso viene meno.
Lo spettacolo si dipana come un giallo dell’anima: ogni gesto, ogni battuta, ogni silenzio svela un nuovo accento dell’animo umano, in un crescendo grottesco e tragicomico, con un linguaggio duro, schietto, incontaminato. I protagonisti, come personaggi beckettiani smarriti nella loro stessa inutilità, inseguono disperatamente il sogno di essere riammessi “dentro”, nel Sistema, nell’Azienda-mondo, accettando umiliazioni, compromessi e crudeltà. La scena è nuda, quasi ascetica: una scenografia essenziale, nessuna colonna sonora. Solo tre corpi, tre voci, tre presenze.
«Senza scenografie, musiche, mai un cambio luce, voci registrate, video, costumi – conferma Roberto Serpi – Vautours è anche un pretesto per vedere se il teatro contemporaneo può funzionare proprio con niente». In questo vuoto assoluto risuona con forza ogni parola, ogni sguardo, ogni cenno. La regia è un gesto potente che accentua il senso di smarrimento e di claustrofobia dell’opera. Vautours è uno specchio spietato della nostra epoca, un affresco crudo e poetico su una società anestetizzata, dove l’individuo esiste solo in funzione del proprio ruolo produttivo. Uno spettacolo che disarma e graffia con una domanda scomoda: chi siamo, quando smettiamo di essere utili?
Durata dello spettacolo: 1 ora e 15 minuti.
Produzione
Fondazione Teatro Due
Regia
Sergio Romano, Roberto Serpi, Ivan Zerbinati
Interpreti
Roberto Serpi, Federico Vanni, Ivan Zerbinati
Luci
Luca Bronzo