È l’ora di noi

L’editoriale del Direttore Davide Livermore per la stagione 2026/27

È l’ora di noi, claim della nostra nuova stagione, parla di comunità, condivisione, partecipazione. Ci mostra il teatro come un luogo speciale in cui, stando insieme, è possibile ritrovare il senso delle cose e quel senno che in questo momento il mondo sembra avere perduto.

La stagione 2026/27 è speciale anche perché celebra i 75 anni del Teatro di Genova, e a settembre saranno annunciate una serie di iniziative dedicate.

L’immagine della stagione è stata realizzata dal visual creator Andrea Bocca che ha usato l’intelligenza artificiale generativa e altri strumenti per dare corpo alle parole dell’editoriale del direttore Davide Livermore
 

Settantacinque anni. Non è un traguardo, è una velocità di crociera. Come un gozzo d’autore che sfida il sale e il tempo grazie alla cura costante del suo fasciame, così il Teatro Nazionale di Genova ha navigato le stagioni, richiedendo mani sapienti per mantenere, restaurare e ricreare il suo senso profondo. Quando nel 2020 ho preso il timone di questa straordinaria nave, sapevo che non avremmo solo abitato dei palcoscenici: avremmo dovuto ricostruire un’appartenenza.

Abbiamo attraversato tempeste rivendicando che Il Teatro è tuo. Lo abbiamo fatto uscendo dalle mura quando il mondo era serrato, portando l’arte nelle strade con il TIR - Teatro in Rivoluzione: un palcoscenico itinerante che ha trasformato le piazze in approdi sicuri, perché il rito dello spettacolo non poteva e non doveva fermarsi. Abbiamo esplorato le ferite della storia e della psiche: dal progetto G8 del 2021 alla mostra performativa Edipo: io contagio, dove il mito si è fatto specchio del contagio presente.

Ma la cura del nostro teatro è passata anche attraverso il rinnovamento delle nostre case: abbiamo restaurato le facciate e trasformato l’interno della sala Ivo Chiesa in un’installazione della memoria collettiva. Settantacinque anni di volti e storie sono oggi impressi in quelle pareti per accogliervi in un abbraccio che attraversa il tempo. Vi abbiamo consegnato le chiavi delle nostre sale affinché ogni poltrona fosse casa vostra.

Oggi, celebrando i 75 anni dalla nostra fondazione (1951-2026), quel "tuo" evolve. Diventa un coro. Diventa responsabilità. Diventa L’ora di noi.

Inauguriamo questa stagione guardando in alto, verso la Luna. In un mondo che sembra aver smarrito la rotta, ci muoviamo come i paladini dell’Orlando furioso dell’Ariosto: alla ricerca disperata di quel senno che abbiamo lasciato scivolare via. Se la nostra terra è diventata il luogo del conflitto e del rumore, allora il Teatro deve farsi Luna: quel "luogo altrove", argenteo e necessario, dove si recupera tutto ciò che abbiamo perduto.

Andiamo sulla Luna non per fuggire, ma per riportare a terra la lucidità di un pensiero condiviso. Il "Noi" che celebriamo è una comunità di "folli" che decide di smettere di inseguire vanità per tornare a guardarsi negli occhi. Settantacinque anni di storie ci ricordano che, dal 1951 ad oggi, questo teatro è il nostro polmone di ossigeno e ragione. In un’epoca di solitudini digitali, noi scegliamo di essere l’equipaggio di un viaggio verso il recupero di noi stessi.

Benvenuti nella nuova stagione.

È l’ora di ritrovare il senno.

È l’ora del futuro.

È l’ora di noi. 

Davide Livermore

 

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